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Intervista a Simone Brogioni (Organizzatore)
Venerdì 25 giugno allo scoccare della mezzanotte ha preso il via dal Palaghiaccio di Auronzo di Cadore la quarta edizione della Lavaredo Ultratrail. La rilevante differenza rispetto all'edizione dello scorso anno era la modifica sostanziale di buona parte del percorso.
Il tracciato in passato era già cresciuto. Dai canonici 42 km della prima edizione, chiamata Ecomaratona, ai 60 km e 4000 metri di dislivello della terza edizione nel 2009. La crescita e l'importanza dell'appuntamento in questo 2010, hanno portato la LUT a 90 km e 5000 metri di dislivello.
Ad attirare molti trailer non solo dall'Italia, ma anche da parecchie nazioni europee, non sono state solo lunghezza e difficoltà, ma sicuramente la possibilità di correre sotto le maestose tre cime di Lavaredo, vicino al Lago di Misurina e in mezzo alle altre bellezze del Cadore.
Un percorso durissimo ma con panorami mozzafiato a caratterizzato tutti i 90 km. Dal passaggio in notturna al rifugio Lavaredo, al silenzioso passaggio nella foresta di Somadida a metà gara per finire con il magico e infinito saliscendi nel bosco del col Agudo.
Un'organizzazione pressoché impeccabile ha garantito lo svolgimento in piena sicurezza del trail. Il giorno precedente il via, una slavina aveva cancellato una parte di sentiero, così, Simone Brogioni, organizzatore della gara ha dovuto reinventarsi l'inizio del percorso, spostando non solo le segnalazioni lungo i sentieri, ma anche riorganizzare un ristoro "dell'ultimo minuto" dopo la prima salita.
Serenità e massima disponibilità anche alla consegna del pettorale, dove veniva scrupolosamente controllato tutto il materiale obbligatorio.
I ristori erano ben distribuiti, anche perchè in quasi tutta la percorrenza si poteva recuperare l'acqua anche dai ruscelli. Forse un piccolo appunto lo si puo' fare sulla scelta del posizionamento del ristoro del 41°km. La piazzetta dove erano sistemati i tavoli era un po' troppo stretta per l'arrivo e la fermata dei numerosi trailer; per il resto la varietà dei prodotti e delle bevande era ottima.
Il roadbook e l'altimetria, in una gara di 90km, forse andrebbero divisi almeno in 3 parti in modo che siano più precisi possibili, onde evitare le lamentele di alcuni atleti dopo l'arrivo.
Molto emozionante il taglio del traguardo con la scansione del nome di ogni concorrente da parte dello speacker al microfono con incitamenti e urla e grande la soddisfazione di ricevere l'abbraccio, la medaglia e l'ambito gilet da finisher, subito dopo il traguardo, da parte dell'organizzatore.
Immediata anche la consegna del chip e subito stampato anche il diploma di partecipazione con nome e tempo finale.
Il pasta party era molto ricco. Peccato solo che per gli ultimi concorrenti giunti al traguardo, fosse rimasta solo la pasta... un appunto per il prossimo anno, ci vorrà doppia razione di tutto.
Il Trail village era coinvolgente, con l'assaggio di prodotti e la cordialità dei rivenditori e poi a condire il tutto c'era la passione degli atleti, avversari molto leali in gara, e amici con una birra in mano.
Per concludere, un'ultratrail vera, che forse qualcuno ha preso sottogamba nonostante le raccomandazioni durante il briefing. Una gara che proponeva scenari favolosi e difficoltà da gara d'elite.
Permettetemi un consiglio, se siete ben preparati e allenati, è una 90km che non potete farvi scappare.
SCHEDA DI VALUTAZIONE
Percorso: ECCELLENTE
Organizzazione e Segreteria: ECCELLENTE
Ristori: BUONO
Roadbook: DISCRETO
Consegna medaglia e chip: PERFETTA
Pasta party: BUONO
Trail village: BUONO
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