{"id":1979,"date":"2016-03-20T19:54:46","date_gmt":"2016-03-20T18:54:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/?p=1979"},"modified":"2016-03-20T19:54:46","modified_gmt":"2016-03-20T18:54:46","slug":"delirio-tamberi-e-campione-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/?p=1979","title":{"rendered":"Delirio Tamberi: \u00e8 Campione del Mondo!"},"content":{"rendered":"<div id=\"news_riassunto\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1980\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1980\" src=\"http:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/phpThumb_generated_thumbnailjpg-300x200.jpg\" alt=\"phpThumb_generated_thumbnailjpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/phpThumb_generated_thumbnailjpg-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/phpThumb_generated_thumbnailjpg-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/phpThumb_generated_thumbnailjpg.jpg 880w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il 23enne marchigiano vince a Portland il titolo iridato dell&#8217;alto, superando la quota di 2,36 in una serata pazza e indimenticabile: dall&#8217;undicesimo al primo posto in dieci salti<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"adv-riass\">\n<em>Nottata indimenticabile per l&#8217;atletica italiana. <strong>Gianmarco Tamberi<\/strong> \u00e8 il sesto azzurro a fregiarsi del titolo di campione del mondo indoor nella ultratrentennale storia della manifestazione, quindici anni dopo l&#8217;ultima volta (a Lisbona 2001 Paolo Camossi fu oro nel triplo). Il marchigiano vince il salto in alto con 2,36 (quota superata al primo tentativo), al termine di una gara tutta di rincorsa, condizionata in avvio dagli errori sulle misure pi\u00f9 basse. L&#8217;argento va al britannico Grabarz (2,33), il bronzo allo statunitense Kynard (stessa misura). Marco Fassinotti \u00e8 nono con 2,25.<br \/>\n<\/em><\/div>\n<p><em><strong>di Marco Sicari<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Una gara da crepacuore, o meglio, una delle pi\u00f9 belle imprese di un azzurro negli ultimi due decenni. O forse, tutte e due. Gianmarco <strong>Tamberi<\/strong> \u00e8 campione del Mondo, il salto in alto iridato \u00e8 ai suoi piedi, lo riconosce e lo festeggia adesso per i suoi risultati (2,36 quello del trionfo americano di questa notte) pi\u00f9 che per i guizzi e le trovate spettacolari che ne avevano fatto da tempo un personaggio nel circus della specialit\u00e0. Questa sera, nella notte italiana, all\u2019interno di uno spazio fieristico sapientemente trasformato in stadio, il marchigiano ha trovato la sua consacrazione, e tutto ci\u00f2 quando mancano ancora mesi al traguardo dei 24 anni d\u2019et\u00e0, una sorta di alba della carriera. La gara mondiale assomiglia ad uno di quei film sullo sport che scivolano nell\u2019esagerazione, con l\u2019eroe che dapprima \u00e8 sull\u2019orlo del baratro, e poi, con un guizzo, si trasforma e vince, anzi, stravince; con la sola differenza che qui \u00e8 tutto vero, \u00e8 realt\u00e0 portata all\u2019estremo dal talento e da una tempra agonistica che ha pochi precedenti nella storia del\u2019atletica italiana. E&#8217; la sesta medaglia d&#8217;oro italiana nella storia della manifestazione, l&#8217;ultima era stata quella vinta da Paolo Camossi nel triplo a Lisbona 2001; a livello assoluto, ovvero tra indoor e outdoor, l&#8217;utlimo titolo iridato era stato quello vinto da Giuseppe Gibilisco nell&#8217;asta ai Mondiali di Parigi 2003. Poco meno di tredici anni fa.<\/p>\n<p>Si comincia a 2,20, e Tamberi, insieme all\u2019altro azzurro in gara, Marco <strong>Fassinotti<\/strong>, comincia subito con un errore, un peccato che di solito non viene perdonato nella specialit\u00e0 delle asticelle. Entrambi risolvono alla seconda prova, e alla quota successiva, a 2,25, Tamberi non ha incertezze, anche se il suo salto non ha la dovuta pulizia (Fassinotti spende ancora un tentativo prima dell\u2019OK). In classifica si insegue, gli avversari, soprattutto Mutaz Barshim (Qatar) ed Erik Kynard (USA) viaggiano senza problemi apparenti. A 2,29 scende la notte: Fassinotti si arrende, e chiude il suo Mondiale (nono con 2,25). Tamberi mette insieme due errori prima della riscossa. <em>Fly or die<\/em>, dice e scrive spesso l\u2019azzurro. Ed \u00e8 cos\u00ec che si sente, quando si appresta alla rincorsa. Con le spalle al muro, sceglie la via di fuga migliore, il volo al di l\u00e0 dell\u2019asticella, per spazzare via ogni dubbio.\u00a0 Al terzo salto, la barra trema a lungo, ma resta sui ritti, e Gimbo esplode nel primo dei suoi urli. E\u2019 settimo, in piena rimonta.<\/p>\n<p>Si passa a 2,33, nel pieno dello \u201cscalone\u201d previsto da una progressione di gara ai limiti del sovrumano. Ed \u00e8 ancora buio. Il britannico Grabarz, il compagno di allenamenti di Fassinotti, reduce da due anni di problemi fisici, estrae il coniglio dal cilindro, superando la misura al primo tentativo e balzando in testa. Gli altri accumulano errori, a parte Kynard, che ce la fa al secondo salto. Tamberi sbaglia per due volte, ma alla terza, ancora una volta,<em> fly or die<\/em>, \u00e8 di l\u00e0 sui sacconi, con l\u2019asticella che trema e resta su. L&#8217;azzurro esplode ancora in un urlo, il secondo, perch\u00e9 \u00e8 di fatto entrato nel giro-medaglie. Mutaz Barshim, nella seconda prova a 2,33, accusa un problema muscolare, e sembra sul punto di ritirarsi (cosa che invece non avverr\u00e0).<\/p>\n<p>Si va a 2,36, e qui arriva il momento cinematografico: Tamberi, al primo tentativo a disposizione, corre con rabbia, determinazione, furore agonistico, centra finalmente il piazzamento di fronte ai ritti, e vola, vola al di l\u00e0, in un gesto di bellezza straordinaria. E\u2019 il decimo salto dell&#8217;italiano nella serata, ed \u00e8 anche la fine, per il momento solo sostanziale, della gara. Grabarz, Kynard, e per una sola volta (con il tentativo residuo rimasto) Barshim, non riescono nell\u2019impresa di agguantare il fuggitivo. E&#8217; <em>Italian night<\/em>, Tamberi si laurea campione del mondo, fa un bel regalo nella festa del pap\u00e0 a babbo-coach Marco, ma non sembra volersi fermare. Ha un desiderio da esaudire. Chiede i 2,40, la misura che sta cercando con forza dall\u2019inizio dell\u2019anno (cinque vittoria in altrettante gare, tra il Moravia Tour, gli Assoluti e il Mondiale). Sar\u00e0 l\u2019unico sfizio della serata che non riuscir\u00e0 a togliersi.<\/p>\n<p>Comincia la festa, il giro con bandiera tricolore, una interminabile serie di foto con chiunque all\u2019interno dell\u2019Arena. Il pubblico sfolla e lui \u00e8 ancora l\u00ec, che saluta e abbraccia tutti. E\u2019 Gianmarco Tamberi, il campione del mondo di salto in alto. In maglia azzurra. Tricolore sul cuore. La scritta Italia sul petto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www\">www.fidal.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 23enne marchigiano vince a Portland il titolo iridato dell&#8217;alto, superando la quota di 2,36 in una serata pazza e indimenticabile: dall&#8217;undicesimo al primo posto in dieci salti Nottata indimenticabile per l&#8217;atletica italiana. 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