{"id":3230,"date":"2017-07-02T19:23:15","date_gmt":"2017-07-02T17:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/?p=3230"},"modified":"2017-07-02T19:24:55","modified_gmt":"2017-07-02T17:24:55","slug":"vivere-di-corsa-jeroen-deen-fisioterapista-dei-campioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/?p=3230","title":{"rendered":"Vivere di corsa: Jeroen Deen, fisioterapista dei campioni"},"content":{"rendered":"<p><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3231\" src=\"http:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Geoffrey-Mutai-min-1024x576-300x169.jpg\" alt=\"Geoffrey-Mutai-min-1024x576\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Geoffrey-Mutai-min-1024x576-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Geoffrey-Mutai-min-1024x576-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.trackandfieldchannel.net\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Geoffrey-Mutai-min-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>News sponsored by <a href=\"http:\/\/www.vadoinafrica.com\">Vadoinafrica.com<\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>di<\/em><br \/>\n<em>Martino Ghielmi<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Oggi torno a parlare del mio primo amore: la <strong>corsa<\/strong>, passione che\u00a0<a href=\"https:\/\/vadoinafrica.com\/martinoghielmi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>mi ha portato diciannovenne in Kenya<\/strong><\/a>\u00a0sulle orme dei <strong>campioni locali<\/strong>. Chiedo quindi subito perdono se, in preda all\u2019entusiasmo, mi lascer\u00f2 andare a qualche tecnicismo di troppo ?<\/p>\n<p>Decine di migliaia di giovani africani cercano di vivere di <strong>atletica, sport durissimo ma democratico<\/strong>: servono un <strong>paio di scarpe<\/strong> e tanta <strong>determinazione<\/strong> per capire se si ha il talento per sfondare e cambiare la vita.<\/p>\n<p>In questo contesto ci sono <strong>opportunit\u00e0 per professionisti qualificati. <\/strong><\/p>\n<p>Un esempio di sana follia?<strong>\u00a0Jeroen Deen<\/strong>, <strong>fisioterapista<\/strong> olandese che lavora da quindici anni tra <strong>Etiopia<\/strong> e <strong>Kenya<\/strong> con le migliori squadre di atletica.<\/p>\n<p>Per inquadrare il soggetto vi dico solo che \u00e8 lui ad aver seguito il grande <strong>David Rudisha<\/strong> prima che vincesse l\u2019oro olimpico a Londra riscrivendo il record mondiale degli 800 metri!<\/p>\n<p><em>Prima di dare la parola a Jeroen invito chiunque voglia\u00a0<strong>LAVORARE IN AFRICA<\/strong>\u00a0a entrare nel nostro\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/457689404563668\/\"><em>gruppo FB privato<\/em><\/a><em>\u00a0raccontando le proprie competenze e aspirazioni!<\/em><\/p>\n<h4><strong>Prima di tutto, come ti sei appassionato di atletica?<\/strong><\/h4>\n<h4>Imitando mio padre podista. A sette anni ho iniziato a frequentare il campo di atletica e, in poco tempo, a provare ogni specialit\u00e0: dal Decathon al Martello fino alla <strong>mezza maratona<\/strong>! A 16 anni sono diventato <strong>allenatore<\/strong>.<\/h4>\n<h4><strong>Cosa hai studiato all\u2019universit\u00e0? <\/strong><\/h4>\n<h3><strong>Mi sono laureato in Economia Agraria, ma ho proseguito con Fisioterapia per trasformare la mia passione in un lavoro. All\u2019inizio ho seguito squadre dei due sport pi\u00f9 praticati in Olanda: calcio e hockey sull\u2019erba.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Nel calcio ho ottenuto delle belle soddisfazioni. Dopo pochi anni di esperienza in Europa sono stato chiamato dalla nazionale della Nigeria con cui ho vinto uno <a href=\"http:\/\/sport.sky.it\/olimpiadi\/2016\/08\/02\/amarcord-20-anni-nigeria-argentina-oro-calcio-atlanta-1996.html\">storico oro olimpico ad Atlanta 1996<\/a>!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come hai deciso di trasferirti in Kenya e dedicarti all\u2019atletica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel calcio ho avuto un discreto successo ma non provavo grandi emozioni. Ho pensato di fare un giro in Kenya\u00a0per capire quali fossero le reali possibilit\u00e0 lavorative. Era il 2002 e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lornah_Kiplagat\">Lornah Kiplagat<\/a> stava iniziando a costruire un centro sportivo con palestra, piscine, fisioterapia e hotel a Iten, la \u201c<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/sport\/running\/libri\/2016\/12\/03\/news\/kenya_running_rift_valley-153374437\/\">Mecca del running<\/a>\u201d. Ho iniziato a lavorare con lei avendo un occhio di riguardo per la formazione dello staff locale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dopo sei anni le nostre strade hanno preso direzioni differenti. Sono rimasto a Iten ma spostandomi nel team di <a href=\"http:\/\/www.demadonna.com\/\">Gianni Demadonna<\/a>. In quegli anni ho formato una ventina di kenyoti come masso-fisioterapisti e istruttori e circa trenta studenti europei come stagisti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ti sei poi spostato in Etiopia, dico bene?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si. Nel 2012 ho avuto problemi a rinnovare il mio visto in Kenya e ho scelto di trasferirmi in Etiopia. Dopo due anni il coach <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Renato_Canova\">Renato Canova<\/a> mi ha proposto di seguire la nazionale cinese. Abbiamo lasciato dopo una stagione: troppi compromessi rispetto a come eravamo abituati a lavorare con gli africani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono quindi tornato a Iten, regolarizzando il mio visto e concentrandomi su progetti mirati a riportare in attivit\u00e0 atleti con infortuni di lunga data (per esempio <a href=\"http:\/\/mondiali.net\/54516-atletica-mondiali-cross-country-kampala-2017-dominio-kenya\/\">Alice Aprot<\/a>) continuando a seguire i migliori talenti emergenti. Nuovamente ad Addis Abeba ho collaborato con <a href=\"http:\/\/www.esmintl.com\/\">ESM<\/a>, un\u2019agenzia americana, per poi spostarmi a Sululta, un piccolo villaggio sulle colline poco fuori Addis. Il mio vicino di casa \u00e8 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tariku_Bekele\">Tariku Bekele<\/a> di cui sono diventato\u2026 il fisioterapista di fiducia!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi collaboro anche con <a href=\"http:\/\/www.globalsportscommunication.nl\/default.aspx\">Jos Hermens<\/a>, manager di due \u201cmostri sacri\u201d quali <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Haile_Gebrselassie\">Haile Gebreselassie <\/a>e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kenenisa_Bekele\">Kenenisa Bekele<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi sono stati gli atleti pi\u00f9 forti che hai mai trattato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>In termini di velocit\u00e0 assoluta non ho dubbi: David Rudisha. L\u2019ho seguito dal 2005 sino a Londra 2012, in cui ha fatto qualcosa di allucinante! In campo femminile <a href=\"http:\/\/it.eurosport.com\/atletica\/rio\/2016\/nei-5000m-la-cheruiyot-sorprende-ayana-mentre-allyson-felix-entra-nella-storia-con-la-staffetta-usa_sto5730730\/story.shtml\">Vivian Cheruiyot<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Genzebe_Dibaba\">Genzebe Dibaba<\/a>. Mi \u00e8 capitato di trattare anche <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mohamed_Farah\">Mo Farah<\/a> che ha un finale di gara niente male!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ho seguito tanti maratoneti in grado di correre i 42km in meno di 2:05\u201930\u201d tra cui i primatisti mondiali <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dennis_Kipruto_Kimetto\">Denis Kimetto<\/a>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wilson_Kipsang_Kiprotich\">Wilson Kipsang<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Patrick_Makau_Musyoki\">Patrick Makau<\/a>, il vincitore di New York <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Geoffrey_Mutai\">Geoffrey Mutai<\/a> e tanti altri. Poi una ventina di donne da meno di 2:20\u2019 tra cui l\u2019attuale primatista del mondo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mary_Keitany\">Mary Keitany<\/a> e l\u2019etiope <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tirunesh_Dibaba\">Tirunesh Dibaba<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>l talenti pi\u00f9 sregolati?<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Moses_Mosop\">Moses Mosop<\/a> e <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Tilahun_Regassa\">Tilahun Regassa<\/a>. Entrambi corridori eccezionali ma mai veramente in grado di esprimersi. Valevano il record del mondo di maratona se avessero avuto intorno un team di supporto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il punto chiave per ottenere grandi risultati \u00e8 riuscire e tenere l\u2019atleta focalizzato grazie ad un team multidisciplinare costruito intorno a lui. \u00c8 quello che oggi stanno facendo sia <a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2017\/05\/05\/maratona-due-ore-monza-nike\/\">Breaking2 di Nike<\/a> che <a href=\"http:\/\/www.runnersworld.it\/sub2-marathon-stagione-sfida-record-maratona\">Sub2 di Adidas<\/a>!<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019approccio kenyano e quello etiope. Qual \u00e8 pi\u00f9 efficace? <\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo sport \u00e8 lo stesso ovunque. I principi di allenamento equivalenti. Gli allenatori stranieri che formano i locali sono gli stessi. \u00c8 solo l\u2019orgoglio che fa dire agli uni di essere differenti o superiori agli altri. Anche l\u2019altitudine la stessa: 1900-3000m ad Addis Abeba, 2000-2800 in Kenya.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le uniche vere differenze sono le superfici e la logistica: gli etiopi corrono volentieri sull\u2019asfalto, i kenyani molto di rado. I kenyani si allenano dove vivono, quindi nelle zone rurali. Gli etiopi invece, per abitudine e organizzazione federale, devono risiedere in capitale. Si spostano due volte al giorno nelle zone di allenamento fuori citt\u00e0 sprecando peraltro tempo ed energie.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo spiega perch\u00e9 coloro che cercano di vivere di atletica siano 4 volte di pi\u00f9 in Kenya. Il costo della vita di Addis tiene molti giovani etiopi fuori dai giochi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il vero segreto degli atleti africani?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono stati evidenziati ben 43 fattori per spiegare il dominio incontrastato dell\u2019Africa Orientale in tutte le distanze dagli 800 metri alla maratona. Sai cosa penso? La vera differenza \u00e8 il contesto di provenienza (villaggi rurali dove la vita \u00e8 davvero dura) e la conseguente, enorme, volont\u00e0 di cambiare la propria vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ami il tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo per l\u2019opportunit\u00e0 di vedere come cambia la vita di chi scopre di avere un talento eccezionale, che a sua volta pu\u00f2 cambiare la vita di tutti coloro che ha intorno.<\/p>\n<p>Mi piace formare fisioterapisti locali con la medesima passione degli atleti. Forse non \u00e8 sempre la modalit\u00e0 pi\u00f9 redditizia per me ma, se devo dirla tutta, non sono venuto in Africa per avviare un\u2019azienda ma per lasciare un\u2019eredit\u00e0 di competenze.<\/p>\n<p><strong>Cosa consiglieresti a un giovane che volesse seguire le tue orme? <\/strong><\/p>\n<p><strong>Non penso sia una buona idea venire qui troppo giovani. Il rischio sarebbe perdersi importanti esperienze di vita. Io mi sono trasferito in Kenya a 37 anni, dopo 14 anni come fisioterapista in Europa. L\u2019Africa \u00e8 oggi il posto dove mi sento a casa ma va detto che ci ho messo oltre un anno per avere la fiducia degli atleti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sconsiglio di stare troppo soli. Occorre essere parte di un sistema, di norma un\u2019agenzia di management, avvalendosi di assistenti locali (in Etiopia peraltro \u00e8 indispensabile, vista la scarsa conoscenza dell\u2019inglese). Solo cos\u00ec si pu\u00f2 avere un vero impatto. In troppi vengono in Africa con l\u2019idea di \u201caiutare\u201d e tornano giusto a casa con un po\u2019 di belle foto su Instagram!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per vivere qui bisogna essere capaci di stare bene con se stessi. \u00c8 facile avere molti \u201camici africani\u201d ma, di fatto, si resta sempre degli stranieri.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ho visto tanti giovani arrivare e passare brevi periodi di lavoro per poi ripartire convinti di aver capito tutto. Beh, sappiate che se non passate periodi lunghi non saprete mai chi sono veramente gli Africani!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ho visto anche terapisti focalizzarsi solo su pochi atleti ai massimi livelli, evitando di lavorare con i numerosi talenti emergenti. Secondo me questo \u00e8 un peccato. Va benissimo lavorare con qualche top del giro della nazionale, ma l\u2019approccio dev\u2019essere diverso. La vera sfida \u00e8 fare esperienza diretta dell\u2019enorme lotta che combatte un atleta all\u2019inizio del suo percorso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosa suggerisci per capire l\u2019atletica in questa parte di mondo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Negli ultimi anni sono usciti tanti documentari. Mi piace molto <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gun_Runners\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gun Runners<\/a>, per la cui realizzazione sono serviti cinque anni. Stesso tempo \u00e8 stato necessario per girare 100 secondi per battere il mondo\u00a0che parla di Rudisha e del suo coach irlandese <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Colm_O%27Connell\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Colm O\u2019Connel<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carino <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/theunknownrunner\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Unkown Runner<\/a>\u00a0sul fenomenale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.oasport.it\/2017\/03\/atletica-mondiali-corsa-campestre-2017-bis-iridato-per-geoffrey-kamworor-il-kenya-domina-la-manifestazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Geoffrey Kamorwor.<\/a>\u00a0Diversi infine i documentari sui gemelli\u00a0neozelandesi <a href=\"https:\/\/sports.vice.com\/en_us\/article\/jp7m3b\/vice-world-of-sports-episode-guide-jake-and-zane\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jake e Zane Robertson<\/a>\u00a0che si allenano da dieci anni a Iten e danno un bel punto di vista sull\u2019atletica locale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tutte le interviste a Canova fanno capire quanto poco in Occidente si capisca di corsa di resistenza. Per quanto abbia allenato alcuni tra i migliori europei di sempre, Renato sostiene che solo lavorando con gli africani ha iniziato a imparare qualcosa di serio sulla corsa:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 2000 ho scritto un libro sulla maratona. Oggi sarebbe da riscrivere per met\u00e0. Questo semplicemente perch\u00e9 gli atleti mi hanno mostrato quanto mi sbagliassi! E quanto fossi pervicacemente attaccato a quanto ero convinto di sapere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Beh, piano piano ho capito che anche nella fisioterapia \u00e8 lo stesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Hai apprezzato la mia intervista a Jeroen? CONDIVIDI alla massima velocit\u00e0!\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-indent: 20px;width: auto;padding: 0px 4px 0px 0px;text-align: center;font: bold 11px\/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif;color: #ffffff;background: #bd081c  no-repeat scroll 3px 50% \/ 14px 14px;cursor: pointer\">Salva<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>News sponsored by Vadoinafrica.com di Martino Ghielmi Oggi torno a parlare del mio primo amore: la corsa, passione che\u00a0mi ha portato diciannovenne in Kenya\u00a0sulle orme dei campioni locali. 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